ARTE E CULTURA E PARTE L'AVVENTURA

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Presentazione di "Fugace Nostalgia" da parte dell'Accademia degli Oscuri (in Torrita di Siena) e della Compagnia Teatro Giovani Torrita

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  • Incontro musicale con il cantautore:

    Enrico Giuliano Pini

    Presentazione a cura

    dell’Oscura Mariangela Leotta “la Preziosa”

    Torrita di Siena, 12 dicembre 2008 - Teatro degli Oscuri, ore 21:00


    Presentazione

    Incontrare dopo tanti anni un caro amico non è una rimpatriata nostalgica, anzi, è sempre una

    piacevole sorpresa se l’amico in questione è un versatile personaggio che risponde al nome di

    Enrico Giuliano Pini.

    Giuliano ha abitato adolescente a Torrita negli anni sessanta-settanta ed è quindi stato per molti

    di noi un compagno di studio, di zingarate, di interminabili partite a ping-pong. Si è poi trasferito

    a Montepulciano e infine a Pontefelcino, dove tuttora vive con la famiglia ed esercita la

    professione di medico di base.

    La sorpresa dell’incontro a distanza di tanti anni non consiste certo nello scoprire che Giuliano è

    diventato un bravo medico – cosa che il suo curriculum di brillante liceale lasciava supporre –

    ma che ha contemporaneamente sviluppato una non comune attitudine a raccontare

    esperienze ed emozioni in modo piacevole e inaspettato, attraverso la musica. E’ diventato cioè

    un cantautore, che compone e interpreta le sue canzoni non solo per una sparuta cerchia di

    amici, ma anche per il pubblico più vasto di uno spazio radiofonico facendosi già notare nel

    panorama musicale italiano da artisti di chiara fama.

    Sono facilmente ravvisabili anche nei brani che ci presenterà echi e suggestioni che rimandano

    ai grandi interpreti e compositori della tradizione italiana, ma lasceremo a chi è competente in

    campo musicale l’incombenza di illustrare le canzoni di Giuliano dal punto di vista più

    specificamente tecnico. A cogliere la varietà e la ricchezza dei motivi, dei ritmi, la fantasia delle

    orchestrazioni riusciremo anche se profani, e soprattutto ad apprezzare l’originalità dei testi, la

    dolcezza e la poesia di certe immagini con cui vengono dipinti realtà e sogni di tutta una

    variegata umanità che fa da filtro, forse, alla personalità stessa dell’autore.

    Ma la vera perla della produzione è quello spirito in apparenza un po’ dissacrante e autoironico

    che aleggia nei testi. E’, quella dell’autore, una sorta di baldanzoso ottimismo che rifugge da

    facili malinconie e ottimismi scontati e gli permette di conservare uno sguardo divertito nei

    confronti della quotidianità, di trovare soluzioni impreviste per stemperare la tensione di

    momenti a volte drammatici. Gli esiti sono in alcuni casi esilaranti. Come quando, ad esempio,

    con un aplomb davvero invidiabile, riesce a mascherare il terrore di fronte ad un incombente

    naufragio o come quando, con disarmante candore, si finge dispiaciuto per una nomina

    sfumata.

    Nel contesto salottiero della nostra Accademia sarà lecito formulare interpretazioni personali in

    piena libertà, data la disponibilità dell’autore a smentirle o precisarle. Di certo anche stavolta le

    emozioni sono assicurate per tutti: per quei coetanei di Giuliano che gioiranno nell’abbracciare

    l’amico ritrovato e per tutti coloro che, presenti stasera, potranno abbandonarsi al piacere di un

    ascolto di qualità.

    La Preziosa